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sabato, 26 aprile 2008
BIÙTIFUL CAUNTRI di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio, Peppe Ruggiero

I rifiuti in Campania sono una metafora della pattumiera politica, culturale e sociale che è diventato il Paese
questo il commento di D’Ambrosio a proposito di “Biutiful Cauntri

L'11 febbraio 1994 la nomina di un commissario governativo decreta una "emergenza rifiuti" della durata prevista di dieci mesi. Sono trascorsi 14 anni e di commissari se ne sono alternati ma lo stato di emergenza è rimasto. Si è anzi aggravato come le cronache ci ricordano ogni giorno.
Biùtifil cauntri è un grande storia di impegno civile sostenuta da una poetica originale e racconta di un territorio umano e geografico lasciato a sé stesso. A venticinque chilometri da Napoli, nei comuni di Giuliano, Qualiano, Acerra e Villaricca, il gregge pascola prima di essere abbattuto e gli agnelli, uccisi dalla diossina, si decompongono come fiori sui prati. Questo è l’incipit.
Le fuoriuscite del cobalto dalla fabbrica di Montefibre hanno contaminato fragole e pomodori, le discariche abusive e i chilometri di spazzatura e sacchetti hanno avvelenato pecore e bufale, quelle del pregiato latte bufalino che diventa mozzarella “elastica e resistente al primo morso“.
Gli agricoltori e i pastori campani sono soli contro le sopraffazioni e la ricerca del profitto, contro i trafficanti di rifiuti e la camorra casertana, contro le connivenze tra imprenditoria e politici, contro l’assenza dei controlli e l’arroganza dei poteri forti, contro il silenzio della stampa e la complicità degli organi statali. E le testimonianze non fanno che intensificare il malessere, il senso di impotenza e la denuncia forte nel voler vedere questa realtà forte come la verità, frutto di lunghi anni di malgoverno, di intrecci fra poteri forti (economici e politici) e camorra.
Raffaele Del Giudice, responsabile del circolo campano di Legambiente, ci accompagna nella zona di Acerra, Qualiano, Giugliano, Villaricca, tutti comuni vicino Napoli. Si pedinano gli scaricatori di rifiuti che ogni due o tre giorni arrivano con i camion. I colpevoli facilmente individuabili attraverso le intercettazioni telefoniche: voci dall'accento del nord prendono contatti con altri dall'accento campano, ovvero gli industriali furboni azzerano i costi dello smaltimento con le organizzazioni camorristiche che aggiungono al loro portfolio miliardario, accanto a droga e prostituzione, anche i rifiuti tossici. Un nome emerge tra i responsabili, la Fibe Impregilo, vincitrice di gara d'appalto nel 2000 accusata di «truffa e frode in pubbliche forniture».Quello che non ci dice mai la televisione, pur con i suoi continui servizi che aggiungono ulteriore immondizia mediatica, ce lo può dare il cinema.
Sullo sfondo di una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole. Una camorra dai colletti bianchi, imprenditori deviati ed istituzioni colluse, sono questi i meccanismi di un'attività violenta che sta provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.

Postato da: Fredric a aprile 26, 2008 12:01 | link | commenti (6) |



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